Art. 624-bis c.p.

Pubblicato il Dicembre 24, 2025 da lextime

(Furto in abitazione e furto con strappo).

Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione ((da quattro a sette anni)) e con la multa da euro 927 a euro 1.500.

Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, strappandola di mano o di dosso alla persona.

La pena è della reclusione ((da cinque a dieci anni e della multa da euro 1.000 a euro 2.500)) se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo comma dell'articolo 625 ovvero se ricorre una o più delle circostanze indicate all'articolo 61.

Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 625-bis, concorrenti con una o più delle circostanze aggravanti di cui all'articolo 625, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alle predette circostanze aggravanti.

💡 Ratio Legis
Punisce, con pena significativamente più severa rispetto al furto comune, chi si impossessa della cosa mobile altrui mediante introduzione in un edificio o altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora, ovvero mediante strappo della cosa dalle mani o di dosso alla persona, tutelando contemporaneamente il patrimonio e l’inviolabilità del domicilio o l’incolumità della vittima.

🔍 Esempio Concreto
Chi si introduca in un’abitazione altrui per sottrarne beni al fine di trarne profitto, risponde del reato di furto in abitazione, punito più severamente del furto comune; chi strappi con violenza una borsa dalle mani della vittima risponde della distinta ma equiparata fattispecie di furto con strappo.

⚖️ Giurisprudenza
Fattispecie che riconosce il maggior disvalore del furto quando realizzato mediante violazione del domicilio altrui, ovvero mediante una modalità, lo strappo, che espone la vittima a un concreto pericolo di lesione fisica pur non richiedendo l’elemento della violenza proprio della rapina.

📊 Schema
Cosa mobile altrui + impossessamento mediante introduzione in luogo di privata dimora, oppure mediante strappo dalle mani o di dosso alla persona, con fine di profitto → delitto contro il patrimonio, aggravato rispetto al furto comune per la modalità di commissione.

⏱️ Successione delle leggi nel tempo — verifica del tempus commissi delicti

Il testo pubblicato in questa pagina è quello vigente oggi. Se il fatto è stato commesso in passato, la versione applicabile può essere diversa (art. 2 c.p.). Individua prima la data rilevante, poi consulta il testo dell'epoca sulla fonte ufficiale.

📜 Confronta con il testo vigente oggi (Normattiva)
Come orientarsi (art. 2 c.p.)
  1. Il fatto non era previsto come reato alla data indicata → non è punibile: la legge penale non ha effetto retroattivo (art. 2, comma 1, c.p.; art. 25, comma 2, Cost.).
  2. La norma incriminatrice è stata poi abrogata (abolitio criminis) → la punibilità viene meno anche dopo la condanna definitiva, con cessazione dell'esecuzione e degli effetti penali (art. 2, comma 2, c.p.).
  3. La norma è stata modificata tra la data del fatto e il giudizio → si applica la disposizione più favorevole al reo, salvo che sia già intervenuta sentenza irrevocabile (art. 2, comma 4, c.p.). Se la legge posteriore prevede la sola pena pecuniaria al posto di quella detentiva, la conversione opera anche dopo il giudicato (art. 2, comma 3, c.p.).
  4. Leggi eccezionali o temporanee → per i fatti commessi durante la loro vigenza si applicano comunque, senza retroattività favorevole (art. 2, comma 5, c.p.).
  5. Attenzione: il confronto tra versioni va fatto in concreto e considerando ciascuna legge nel suo complesso — non è consentito combinare i frammenti più favorevoli di leggi diverse (divieto della cosiddetta «terza legge»). Caso diverso è la dichiarazione di illegittimità costituzionale: non è successione di leggi e travolge anche il giudicato (art. 30, comma 4, L. 87/1953).

Strumento informativo: non costituisce parere legale. L'individuazione della norma applicabile al caso concreto richiede la valutazione di un professionista, anche alla luce della giurisprudenza costituzionale e sovranazionale (art. 7 CEDU).