Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
💡 Ratio Legis
Garantisce la parità di accesso di uomini e donne agli uffici pubblici e alle cariche elettive, impone alla Repubblica di promuovere attivamente le pari opportunità di genere, consente l’equiparazione degli italiani non cittadini per l’ammissione a tali uffici, e tutela chi ricopre cariche elettive nel proprio rapporto di lavoro.
Esempio Concreto
Le norme elettorali che impongono una quota minima di candidature di ciascun sesso nelle liste elettorali attuano il compito di promozione delle pari opportunità tra donne e uomini affidato alla Repubblica da questa disposizione.
Giurisprudenza
Corte Costituzionale ha riconosciuto la legittimità delle misure legislative di riequilibrio della rappresentanza di genere nelle candidature elettorali, quali strumenti di promozione delle pari opportunità previsti dalla norma.
Schema
Uffici pubblici e cariche elettive -> accessibili a uomini e donne in condizioni di eguaglianza; pari opportunità di genere -> promosse dalla Repubblica; italiani non cittadini -> equiparabili per legge; chi ricopre funzioni elettive -> diritto al tempo necessario e alla conservazione del posto di lavoro.