| TESTO DELLA NORMA |
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| COMMENTO SINTETICO | Questo articolo specifica l’amministrazione dei beni che cadono in comunione solo *de residuo* (cioè quelli **non consumati** al momento dello scioglimento del regime), come gli **stipendi** e i **risparmi** (Art. 177, nn. 2 e 3 C.C.). Per questi beni, l’amministrazione è **separata** (cioè spetta al coniuge che li ha prodotti) fintanto che la comunione è in vigore. Il coniuge può liberamente disporre dei propri proventi (consumarli, investirli). Solo ciò che rimane (il *residuo*) al momento dello scioglimento della comunione andrà diviso. |
| ESEMPI PRATICI | La moglie guadagna 2.000€ al mese. Per tutta la durata del matrimonio, può disporre di tali somme (es. per investire, comprare beni mobili, spese personali) senza chiedere il consenso al marito. Se al momento del divorzio le rimangono 50.000€ di risparmi da quegli stipendi, quei 50.000€ cadono in comunione *de residuo* e sono divisi a metà. |
| SCHEMA VISUALE SEMPLIFICATO |
**Contenuto Visivo:** Riquadro “Proventi/Frutti (Art. 177, n. 2-3)”. Freccia “Durante Matrimonio” → **AMMINISTRAZIONE SEPARATA**. Freccia “Scioglimento” → **RESIDUO** entra in Comunione. |
**Contenuto Visivo:** Riquadro “Proventi/Frutti (Art. 177, n. 2-3)”. Freccia “Durante Matrimonio” → **AMMINISTRAZIONE SEPARATA**. Freccia “Scioglimento” → **RESIDUO** entra in Comunione.

**Contenuto Visivo:** Riquadro “Proventi/Frutti (Art. 177, n. 2-3)”. Freccia “Durante Matrimonio” → **AMMINISTRAZIONE SEPARATA**. Freccia “Scioglimento” → **RESIDUO** entra in Comunione.
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