Art. 205 C.C. – Termini per l’azione della madre e del figlio

Pubblicato il Ottobre 2, 2025 da lextime

Testo della norma

Articolo abrogato con la Riforma della Filiazione (D. Lgs. 154/2013).

Testo vigente del Codice Civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262). Fonte ufficiale: Normattiva.

Commento

Inquadramento

L'art. 205 c.c. disciplina il diritto del coniuge di ottenere informazioni sulla situazione patrimoniale dell'altro coniuge, stabilendo l'obbligo di trasparenza nella gestione del patrimonio familiare. La norma è espressione del dovere di lealtà e correttezza che deve caratterizzare la gestione del regime patrimoniale e che consente a ciascun coniuge di conoscere la situazione economica complessiva della famiglia.

Trasparenza patrimoniale tra coniugi: obbligo di informazione e rendiconto

L'obbligo di trasparenza patrimoniale tra coniugi è disciplinato come segue: 1) diritto all'informazione: ciascun coniuge ha il diritto di essere informato sulla situazione patrimoniale dell'altro; questo include il diritto di conoscere i redditi, i debiti, i beni posseduti e la gestione degli affari; l'obbligo di informazione deriva dal dovere generale di lealtà tra coniugi; 2) rendiconto dell'amministrazione: il coniuge che gestisce da solo beni della comunione o beni personali dell'altro deve rendere conto della propria gestione su richiesta dell'altro coniuge; il rendiconto può essere richiesto in qualsiasi momento; 3) accesso ai documenti: il coniuge può richiedere di accedere ai documenti contabili e fiscali dell'altro per verificare la situazione patrimoniale; questo diritto è particolarmente rilevante quando si avvia un procedimento di separazione o divorzio; 4) obbligo di disclosure nelle controversie: in sede di separazione o divorzio entrambi i coniugi hanno l'obbligo di dichiarare al giudice la propria situazione patrimoniale completa; la dichiarazione infedele può avere conseguenze negative sulla divisione del patrimonio; 5) collaborazione con il CTU: i coniugi devono collaborare con il consulente tecnico nominato dal giudice per la valutazione del patrimonio comune; il rifiuto di collaborare può essere valutato negativamente; 6) violazione dell'obbligo: la violazione del dovere di informazione e trasparenza patrimoniale può essere valutata come comportamento contrario ai doveri coniugali e incidere sulla causa di addebito della separazione; può anche fondare una richiesta di risarcimento del danno. La trasparenza patrimoniale è condizione essenziale per una gestione equa del regime patrimoniale familiare.

Profili applicativi

L'obbligo di trasparenza rileva soprattutto nelle fasi di crisi coniugale: la moglie sospetta che il marito abbia risorse finanziarie non dichiarate (conti esteri, investimenti nascosti); chiede al giudice della separazione di ordinare al marito di esibire la documentazione bancaria e fiscale degli ultimi cinque anni; il giudice ordina la discovery; il marito è obbligato a produrre la documentazione; le informazioni rivelate modificano la determinazione dell'assegno di mantenimento e la divisione del patrimonio; la violazione dell'obbligo di trasparenza rileva anche nella determinazione dell'addebito.

In sintesi

Ciascun coniuge ha il diritto di essere informato sulla situazione patrimoniale dell'altro in forza del dovere generale di lealtà coniugale; il coniuge che gestisce beni comuni o dell'altro deve rendere conto della propria gestione su richiesta; in sede di separazione entrambi i coniugi hanno l'obbligo di dichiarare la propria situazione patrimoniale completa; la dichiarazione infedele incide sulla divisione del patrimonio; il rifiuto di collaborare con il CTU è valutato negativamente; la violazione del dovere di trasparenza può rilevare ai fini dell'addebito e del risarcimento del danno.