Art. 117 c.p. – Mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti

Pubblicato il Dicembre 24, 2025 da lextime

Se, per le condizioni o le qualita' personali del colpevole, o per i rapporti fra il colpevole e l'offeso, muta il titolo del reato per taluno di coloro che vi sono concorsi, anche gli altri rispondono dello stesso reato. Nondimeno, se questo e' piu' grave, il giudice puo', rispetto a coloro per i quali non sussistono le condizioni, le qualita' o i rapporti predetti, diminuire la pena. (114) ((115))

AGGIORNAMENTO (114): La Corte Costituzionale, con sentenza 17 – 25 maggio 1989, n. 282 (in G.U. 1ª s.s. 31/05/1989, n. 22), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 117, primo comma nella parte in cui, nel caso di revoca della liberazione condizionale, non consente al Tribunale di sorveglianza di determinare la pena detentiva ancora da espiare, tenendo conto del tempo trascorso in liberta' condizionale nonche' delle restrizioni di liberta' subite dal condannato e del suo comportamento durante tale periodo".

AGGIORNAMENTO (115): La Corte Costituzionale, con sentenza 17 – 25 maggio 1989, n. 282 (in G.U. 1ª s.s. 31/05/1989, n. 22) come modificata dall'Errata Corrige in G.U. 1ª s.s. 14/06/1989, n. 24, non prevede piu' l'illegittimita' costituzionale del presente articolo.

💡 Ratio Legis
Disciplina l’ipotesi in cui una qualità personale di uno dei concorrenti (ad esempio la qualifica di pubblico ufficiale) trasformi il titolo del reato, estendendo la nuova qualificazione anche agli altri concorrenti privi di quella qualità.

🔍 Esempio Concreto
Se un pubblico ufficiale e un privato commettono insieme un fatto che, per la qualifica del primo, integra peculato anziché appropriazione indebita comune, anche il privato risponde di peculato, sebbene il giudice possa diminuirgli la pena non possedendo egli quella qualifica.

⚖️ Giurisprudenza
Il temperamento rappresentato dalla possibile diminuzione di pena per chi è privo della qualifica rilevante evita che l’estensione automatica del titolo di reato più grave produca conseguenze sanzionatorie identiche per soggetti in posizione oggettivamente diversa.

📊 Schema
Qualità personale di un concorrente che muta il titolo del reato → si estende anche agli altri concorrenti, con possibile diminuzione di pena per chi non possiede quella qualità, se il reato risultante è più grave.

⏱️ Successione delle leggi nel tempo — verifica del tempus commissi delicti

Il testo pubblicato in questa pagina è quello vigente oggi. Se il fatto è stato commesso in passato, la versione applicabile può essere diversa (art. 2 c.p.). Individua prima la data rilevante, poi consulta il testo dell'epoca sulla fonte ufficiale.

📜 Confronta con il testo vigente oggi (Normattiva)
Come orientarsi (art. 2 c.p.)
  1. Il fatto non era previsto come reato alla data indicata → non è punibile: la legge penale non ha effetto retroattivo (art. 2, comma 1, c.p.; art. 25, comma 2, Cost.).
  2. La norma incriminatrice è stata poi abrogata (abolitio criminis) → la punibilità viene meno anche dopo la condanna definitiva, con cessazione dell'esecuzione e degli effetti penali (art. 2, comma 2, c.p.).
  3. La norma è stata modificata tra la data del fatto e il giudizio → si applica la disposizione più favorevole al reo, salvo che sia già intervenuta sentenza irrevocabile (art. 2, comma 4, c.p.). Se la legge posteriore prevede la sola pena pecuniaria al posto di quella detentiva, la conversione opera anche dopo il giudicato (art. 2, comma 3, c.p.).
  4. Leggi eccezionali o temporanee → per i fatti commessi durante la loro vigenza si applicano comunque, senza retroattività favorevole (art. 2, comma 5, c.p.).
  5. Attenzione: il confronto tra versioni va fatto in concreto e considerando ciascuna legge nel suo complesso — non è consentito combinare i frammenti più favorevoli di leggi diverse (divieto della cosiddetta «terza legge»). Caso diverso è la dichiarazione di illegittimità costituzionale: non è successione di leggi e travolge anche il giudicato (art. 30, comma 4, L. 87/1953).

Strumento informativo: non costituisce parere legale. L'individuazione della norma applicabile al caso concreto richiede la valutazione di un professionista, anche alla luce della giurisprudenza costituzionale e sovranazionale (art. 7 CEDU).