Hai ricevuto una cartella di pagamento dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione e non sai come reagire? Oppure ti è arrivata una multa e vuoi capire se puoi fare qualcosa? Buone notizie: hai 60 giorni per agire, e le opzioni sono più di una.
Che cos’è una cartella esattoriale?
La cartella esattoriale è un documento ufficiale con cui lo Stato ti chiede di pagare un debito (tasse, contributi, multa, ecc.) che non hai versato nei termini. Ti arriva notificata a casa o tramite PEC, e da quel momento parte il conto alla rovescia.
Cosa puoi fare entro 60 giorni?
Hai sostanzialmente tre strade:
- Pagare: se il debito è corretto, puoi saldare tutto subito oppure chiedere una rateizzazione fino a 120 rate mensili. Non aspettare troppo: dopo 60 giorni scattano le procedure esecutive (fermo auto, pignoramento, ipoteca).
- Fare ricorso: se pensi che il debito non sia dovuto, o che ci sia un errore, puoi impugnare la cartella davanti alla Corte di Giustizia Tributaria. Attenzione ai termini: sono perentori.
- Chiedere lo sgravio o la sospensione: se la cartella è già stata pagata, o se il debito è prescritto, puoi chiedere l’annullamento in autotutela all’ente creditore.
Cosa NON devi fare
Ignorare la cartella. Molti pensano che “forse passa”: non è così. Dopo i 60 giorni, l’Agente della Riscossione può bloccare il conto, fermare la tua auto, o iscrivere un’ipoteca sulla casa.
Il fermo amministrativo, ad esempio, scatta anche per debiti relativamente piccoli e blocca l’utilizzo del veicolo fino al pagamento.
Un consiglio pratico
Controlla sempre la data di notifica sulla cartella: è da lì che decorrono i 60 giorni. Se hai dubbi sulla legittimità del debito, il confronto con un professionista può fare la differenza tra pagare ingiustamente e recuperare quanto versato in eccesso.