Art. 313 c.p.

Pubblicato il Dicembre 24, 2025 da lextime

(Autorizzazione a procedere o richiesta di procedimento).

Per i delitti preveduti dagli articoli 244, 245, 265, 267, 269, 273, 274, 277, 278, 279, 287 e 288 non si può procedere senza l'**autorizzazione del Ministro per la giustizia**.

Parimenti non si può procedere senza tale autorizzazione per i delitti preveduti dagli articoli 247, 248, 249, 250, 251 e 252, quando sono commessi **a danno di uno Stato estero alleato o associato**…

Per il delitto preveduto nell'art. 290, quando è commesso contro l'Assemblea Costituente ovvero contro le Assemblee legislative o una di queste, non si può procedere senza l'**autorizzazione dell'Assemblea**… Negli altri casi non si può procedere senza l'autorizzazione del Ministro per la giustizia. ((43))

I delitti preveduti dagli articoli 296, 297, 298… e dall'art. 299, sono punibili a **richiesta del Ministro per la giustizia**.

AGGIORNAMENTO (43): Dichiarazione di incostituzionalità: l'autorizzazione a procedere per vilipendio della Corte costituzionale spetta alla **Corte stessa** e non al Ministro.

💡 Ratio Legis
Subordina la procedibilità di alcuni dei delitti contro la personalità dello Stato all’autorizzazione del Ministro della Giustizia o alla richiesta di procedimento, riservando a una valutazione politico-istituzionale la decisione di avviare l’azione penale per fatti che possono avere rilevanti implicazioni nei rapporti internazionali dello Stato.

🔍 Esempio Concreto
Per procedere penalmente nei confronti di chi abbia commesso uno dei delitti indicati dalla norma, ad esempio atti ostili verso uno Stato estero, è necessaria la preventiva autorizzazione del Ministro della Giustizia, in mancanza della quale l’azione penale non può essere esercitata.

⚖️ Giurisprudenza
Disposizione che introduce una condizione di procedibilità di natura politico-discrezionale, giustificata dalla necessità di valutare le ricadute diplomatiche e internazionali che l’esercizio dell’azione penale per determinati delitti può comportare.

📊 Schema
Delitto tra quelli specificamente indicati dalla norma → procedibilità subordinata all’autorizzazione del Ministro della Giustizia o alla richiesta di procedimento, a seconda dei casi previsti.

⏱️ Successione delle leggi nel tempo — verifica del tempus commissi delicti

Il testo pubblicato in questa pagina è quello vigente oggi. Se il fatto è stato commesso in passato, la versione applicabile può essere diversa (art. 2 c.p.). Individua prima la data rilevante, poi consulta il testo dell'epoca sulla fonte ufficiale.

📜 Confronta con il testo vigente oggi (Normattiva)
Come orientarsi (art. 2 c.p.)
  1. Il fatto non era previsto come reato alla data indicata → non è punibile: la legge penale non ha effetto retroattivo (art. 2, comma 1, c.p.; art. 25, comma 2, Cost.).
  2. La norma incriminatrice è stata poi abrogata (abolitio criminis) → la punibilità viene meno anche dopo la condanna definitiva, con cessazione dell'esecuzione e degli effetti penali (art. 2, comma 2, c.p.).
  3. La norma è stata modificata tra la data del fatto e il giudizio → si applica la disposizione più favorevole al reo, salvo che sia già intervenuta sentenza irrevocabile (art. 2, comma 4, c.p.). Se la legge posteriore prevede la sola pena pecuniaria al posto di quella detentiva, la conversione opera anche dopo il giudicato (art. 2, comma 3, c.p.).
  4. Leggi eccezionali o temporanee → per i fatti commessi durante la loro vigenza si applicano comunque, senza retroattività favorevole (art. 2, comma 5, c.p.).
  5. Attenzione: il confronto tra versioni va fatto in concreto e considerando ciascuna legge nel suo complesso — non è consentito combinare i frammenti più favorevoli di leggi diverse (divieto della cosiddetta «terza legge»). Caso diverso è la dichiarazione di illegittimità costituzionale: non è successione di leggi e travolge anche il giudicato (art. 30, comma 4, L. 87/1953).

Strumento informativo: non costituisce parere legale. L'individuazione della norma applicabile al caso concreto richiede la valutazione di un professionista, anche alla luce della giurisprudenza costituzionale e sovranazionale (art. 7 CEDU).