Art. 416-ter c.p. – ( (Scambio elettorale politico-mafioso). )

Pubblicato il Dicembre 24, 2025 da lextime

((Chiunque **accetta, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti appartenenti alle associazioni di cui all'articolo 416-bis** o mediante le modalità mafiose (Art. 416-bis, comma 3) **in cambio dell'erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità o in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione mafiosa** è punito con la pena stabilita nel primo comma dell'articolo 416-bis [reclusione da dieci a quindici anni].

La stessa pena si applica a chi **promette, direttamente o a mezzo di intermediari, di procurare voti** nei casi di cui al primo comma.

Se colui che ha accettato la promessa di voti… **è risultato eletto** nella relativa consultazione elettorale, si applica la pena prevista dal primo comma dell'articolo 416-bis **aumentata della metà**.

In caso di condanna per i reati di cui al presente articolo, consegue sempre l'**interdizione perpetua dai pubblici uffici**)).

AGGIORNAMENTO (281): Aumenti di pena in caso di misura di prevenzione.

💡 Ratio Legis
Punisce chi accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’art. 416-bis c.p., cioè con il metodo mafioso o con l’utilizzo del vincolo associativo, in cambio dell’erogazione o della promessa di denaro o di altra utilità, ovvero della disponibilità a soddisfare gli interessi o le richieste dell’associazione, tutelando la genuinità del voto politico da forme di condizionamento riconducibili alla criminalità organizzata.

🔍 Esempio Concreto
Un candidato che accetti la disponibilità di un’associazione mafiosa a procurargli voti attraverso il metodo mafioso, promettendo in cambio favori o vantaggi per l’associazione stessa una volta eletto, risponde del reato di scambio elettorale politico-mafioso.

⚖️ Giurisprudenza
Fattispecie riformata dalla L. 62/2014 e successivamente dalla L. 3/2019, che ha esteso la rilevanza penale anche alla mera messa a disposizione per soddisfare gli interessi dell’associazione, oltre alla dazione di denaro o altra utilità, ampliando così l’ambito applicativo della norma nel contrasto all’infiltrazione mafiosa nella competizione elettorale.

📊 Schema
Accettazione della promessa di procacciamento di voti mediante metodo mafioso + erogazione o promessa di denaro/utilità, o disponibilità a soddisfare gli interessi dell’associazione → delitto contro la genuinità del voto politico.

⏱️ Successione delle leggi nel tempo — verifica del tempus commissi delicti

Il testo pubblicato in questa pagina è quello vigente oggi. Se il fatto è stato commesso in passato, la versione applicabile può essere diversa (art. 2 c.p.). Individua prima la data rilevante, poi consulta il testo dell'epoca sulla fonte ufficiale.

📜 Confronta con il testo vigente oggi (Normattiva)
Come orientarsi (art. 2 c.p.)
  1. Il fatto non era previsto come reato alla data indicata → non è punibile: la legge penale non ha effetto retroattivo (art. 2, comma 1, c.p.; art. 25, comma 2, Cost.).
  2. La norma incriminatrice è stata poi abrogata (abolitio criminis) → la punibilità viene meno anche dopo la condanna definitiva, con cessazione dell'esecuzione e degli effetti penali (art. 2, comma 2, c.p.).
  3. La norma è stata modificata tra la data del fatto e il giudizio → si applica la disposizione più favorevole al reo, salvo che sia già intervenuta sentenza irrevocabile (art. 2, comma 4, c.p.). Se la legge posteriore prevede la sola pena pecuniaria al posto di quella detentiva, la conversione opera anche dopo il giudicato (art. 2, comma 3, c.p.).
  4. Leggi eccezionali o temporanee → per i fatti commessi durante la loro vigenza si applicano comunque, senza retroattività favorevole (art. 2, comma 5, c.p.).
  5. Attenzione: il confronto tra versioni va fatto in concreto e considerando ciascuna legge nel suo complesso — non è consentito combinare i frammenti più favorevoli di leggi diverse (divieto della cosiddetta «terza legge»). Caso diverso è la dichiarazione di illegittimità costituzionale: non è successione di leggi e travolge anche il giudicato (art. 30, comma 4, L. 87/1953).

Strumento informativo: non costituisce parere legale. L'individuazione della norma applicabile al caso concreto richiede la valutazione di un professionista, anche alla luce della giurisprudenza costituzionale e sovranazionale (art. 7 CEDU).