Testo della norma
L’emancipato può compiere gli atti di ordinaria amministrazione senza assistenza. Per gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione è necessaria l’assistenza del curatore.
Testo vigente del Codice Civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262). Fonte ufficiale: Normattiva.
Commento
Inquadramento
L'art. 85 c.c. stabilisce che l'interdetto per infermità di mente non può contrarre matrimonio, fondando l'impedimento sulla mancanza di capacità di esprimere un consenso matrimoniale valido e consapevole. La norma tutela sia l'interdetto stesso sia l'altro coniuge da un vincolo matrimoniale fondato su un consenso invalido.
Interdizione come impedimento al matrimonio: incapacità e tutela
L'interdizione come impedimento matrimoniale è disciplinata come segue: 1) impedimento assoluto: l'interdetto per infermità di mente non può contrarre matrimonio in nessun caso; l'impedimento è assoluto e non può essere derogato con autorizzazione giudiziale; la sentenza di interdizione crea automaticamente l'impedimento matrimoniale; 2) ratio dell'impedimento: l'impedimento si fonda sull'incapacità dell'interdetto di esprimere un consenso matrimoniale libero, consapevole e valido; il consenso è elemento essenziale del matrimonio e la sua assenza o viziatura determina l'invalidità del vincolo; 3) matrimonio contratto nonostante l'interdizione: il matrimonio contratto dall'interdetto è annullabile; l'azione di annullamento può essere proposta dal tutore, dal pubblico ministero e da chiunque abbia interesse; l'azione è imprescrittibile durante lo stato di interdizione; 4) cessazione dell'interdizione: se l'interdizione viene revocata, il soggetto riacquista la piena capacità matrimoniale; può contrarre matrimonio validamente dopo la revoca; i matrimoni precedentemente contratti durante l'interdizione possono essere sanati se confermati con atti validi dopo la revoca; 5) distinzione dall'incapacità naturale: l'impedimento si applica agli interdetti giudiziali; il soggetto non interdetto ma temporaneamente incapace (es. ubriachezza o disturbo passeggero) non è colpito dall'impedimento formale; ma il matrimonio può essere impugnato per vizio del consenso; 6) beneficiario di amministrazione di sostegno: l'amministrazione di sostegno non crea automaticamente impedimento matrimoniale; il giudice tutelare può però limitare la capacità matrimoniale del beneficiario nel decreto di nomina. La tutela degli incapaci nel matrimonio è una componente essenziale della protezione dei soggetti vulnerabili nell'ordinamento civile.
Profili applicativi
L'interdizione come impedimento matrimoniale è rilevante nella scelta del regime di protezione: se un soggetto affetto da demenza severa sta per sposarsi, i familiari possono scegliere tra chiedere l'interdizione (che crea impedimento matrimoniale assoluto) o l'amministrazione di sostegno (che non impedisce il matrimonio automaticamente); la scelta ha conseguenze decisive sulla possibilità di bloccare un matrimonio che potrebbe essere pregiudizievole per l'incapace; l'interdizione è lo strumento più efficace per impedire il matrimonio in casi di incapacità grave.
In sintesi
L'interdetto per infermità di mente non può contrarre matrimonio con impedimento assoluto; la ratio è l'incapacità di esprimere un consenso matrimoniale valido e consapevole; il matrimonio contratto durante l'interdizione è annullabile su istanza del tutore, del p.m. o di chiunque abbia interesse; la cessazione dell'interdizione ripristina la capacità matrimoniale; l'amministrazione di sostegno non impedisce il matrimonio automaticamente ma il giudice tutelare può limitare la capacità nel decreto.